I Turcs tal Friùl – Pordenone

Ottobre 26, 1995
Pordenone

Da giovedì 26 a domenica 29 ottobre 1995
Auditorium Concordia – Pordenone

Associazione provinciale per la prosa – Pordenone
A TEATRO

I TURCS TAL FRIÚL
di Pier Paolo Pasolini
regia di Elio De Capitani

musica di Giovanna Marini
scene e costumi di Carlo Sala
direttrice del coro Francesca Breschi
luci di Nando Frigerio

con la partecipazione straordinaria di Lucilla Morlacchi nel ruolo di Lussia Colus

Personaggi e Interpreti
Il Predi Giovanni Visintin
Pauli Colus Fabiano Fantini
Meni Colùs Renato Rinaldi
Matia de Montic Francesco Ursella
Zuan Colùs Angelo Battel
Zuan Gambilin Aldo Baracchini
Bastian de Jacús Claudio Moretti
Anuta Perlina: Claudia Grimaz (corifea), Sandra Ccsatto, Ada De Logu, Rita Maffei, Chiara Minca, Elena Malinari, Claudia Mortali, Tania Pividori, Daniela Zorzil.
S’ciefin Cuarnùs Massimo Somaglino
Cenci Verulin Massimo Furiano
Nisiuti Manuel Buttus
Asiùt Gigi Del Ponte
Pieri Renùt Giorgio Monte
Nalo lovachín Stefano Rota
Paisans: Monica Aguzzi, Franca Baracchini, Marco Brollo, Antonio Cantarsati, Giancarlo Celant, Federico Corubolo, Alessandro Gasparini, Andrea Orel, Maurizio Persello, Alessandro Quarta (solista), Xavier Rebút (solista), Elvio
Scruzzi, Enzo Tonini

I Turcs tal Friùl è un lavoro teatrale giovanile di Pier Paolo Pasolini, scritto a soli ventidue anni, quando nel 1944 Casarsa, come del resto gran parte d’Italia, subì l’occupazione tedesca: quest’invasione nemica e il ritrovamento in una chiesetta della scritta di ringraziamento al Signore per aver salvato il paese dalle scorribande turche del 1499, suggerirono a Pasolini di rifarsi all’antico per parlare del presente, addirittura rendendo la sua scrittura oracolare rispetto al futuro. Infatti nei fratelli Pauli e Meni Colùs, due personalità se non antitetiche perlomeno molto diverse nella reciproca visione della vita, molta crítica letteraria ha ritroyato il rapporto tra Pier Paolo e Guido, il fratello che mori nel 1945, ucciso nelle lotte tra le diverse fazioni partigiane.
I Turcs descrive il clima di terrorizzata attesa che accompagna le notizie riguardanti l’avanzare delle orde turche durante una delle loro devastanti incursioni nelle campagne dignitosamente povere del Friuli: l’arrivo è imminente, le notizie sul loro avvicinamento si susseguono di ora in ora, finchè arrivano, non cosi terribili d’aspetto come l’immaginario collettivo suggerisce, ma ugualmente devastatori e seminatori di morte. E diviso tra disperata volontà di reagire alla violenza del nemico e accettazione fiduciosa di chi crede fermamente che la sua preghiera non sarà inascoltata rimane l’atteggiamento dei paesani, tra i quali spiccano Pauli e Meni Colús e lo splendido personaggio di Lussia Colùs, nel quale si può scorgere affettuosamente la madre dell’autore.

L’allestimento di Elio De Capitani per il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia e Teatridithalia è uno del pochi che si sono susseguiti su I Turcs tal Friûl, ed è stato presentato con successo lo scorso giugno alla Biennale Teatro, nella suggestiva cornice dell’Arsenale di Venezia. L’essenzialità delle scene e del costumi ben si sposa al mondo rurale del Friuli, e all’uso coraggioso della lingua friulana, che miracolosamente perde ogni ostacolo alla comprensione di chi friulano non è.
Per Ello De Capitani è stata una sfida difficile ma riuscita, grazie anche al suggestivo allestimento musicale ideato da Giovanna Marini, che aiuta a creare un’atmosfera particolare. trasformando questo dramma corale che riprende sommessamente alcuni canoni della tregedia greca in sacra rappresentazione, nella quale anche la musica contribuisce ad avvolgere personaggi e situazioni in un’aura liturgica.