Coefore
| Ottobre 26, 1999 | |
| Milano |
Da martedì 26 ottobre a domenica 14 novembre 1999
Teatro di Portaromana – Milano
ore 20.45
COEFORE
appunti per un’Orestiade italiana
di Eschilo
secondo Pier Paolo Pasolini
regia di Elio De Capitani
musica di Giovanna Marini
scene e costumi di Carlo Sala
Oreste Ferdinando Bruni
Clitennestra Ida Marinelli
Elettra Alessandra Antinori
Corifea Maria Grazia Mandruzzato
Pilade Massimo Glovara
Cilissa Cristina Crippa
Egisto Giancarlo Previati
Il servo Luca Toracca
Coefore: Francesca Breschi,
Paola Della Pasqun, Silvia Girardi
Claudia Grimaz, Sandra Mangini
Germana Mastropasqua, Enza Pagliara
Patrizia Rotonda, Elena Russo
luci di Nando Frigerio
suono di Renato Rinaldi
regista assistente Annalisa Bianco
direttrice del coro Francesca Breschi
collaborazione drammaturgica Martina Treu
Primo incontro di Teatridichalia con l’Orestiade di Eschilo, che il regista Elio De Capitani ha scelto di affrontare partendo dalla traduzione di Pier Paolo Pasolini, Coefore mette in luce i temi centrali della trilogia e ci conduce da subito nel cuore degli eventi.
Oreste, con l’aiuto della sorella Elettra, vendica il padre Agamennone. Uccide il suo assassino, Egisto, e la madre adultera. Clitennestra, per rispondere al proprio destino, ma cosi facendo mette in moto forze oscure che lo sovrastano. Oreste sceglie o obbedisce! È colpevole o innocente? Nella terza parte della trilogia, Eumenidi, si compie la sua assoluzione davanti al tribunale dell’Areopago che sancisce il momento della riconciliazione. Dopo la persecuzione delle Erinni, a conclusione di un viaggio attraverso la sofferenza e il dolore, Oreste può finalmente liberarsi della colpa che lo opprime per conquistare la maturità e la coscienza che sono segno della sua rinascita.
Un cast imponente per uno spettacolo giá applauditissimo quest’e-state. Ferdinando Bruni nel ruolo di Oreste, Ida Marinelli, Alessandra Antinori, Maria Grazia Mandruzzato rispettivamente in quelli di Clitennestra, di Elettra e della Corifea. Accanto a loro Cristina Crippa nel ruolo di Cilissa, Luca Toracca in quello del servo, Giancarlo Previati in quello di Egisto e Massimo Giovara nel ruolo di Pilade. Centrale la presenza del coro, nel cui canti si fondono, con effetti di contrappunto, l’italiano di Pasolini e il greco antico della tragedia. Composto da attrici/cantanti di altissimo livello intona con lacerante intensità la suggestiva partitura musicale messa a punto da Giovanna Marini” (Renato Palazzi). Musicista contemporanea celebrata da Le Monde, chiamata dal maggiori teatri lirici delle capitali europee, la Marini aveva già affiancato De Capitani nei Turcs tal Friul di Pasolini, antecedente diretto di questa Orestiade.
DALLA RASSEGNA STAMPA
Su un prato avvizzito, davanti al muro del palazzo reale che, nel disegno di Carlo Sala, solo alla fine si aprirà per esporre il quadro atroce della giustizia famigliare, Il centro vivido e commosso dell’azione è nel lento maturare della cerimonia funebre che incorpora l’incontro e il riconoscimento del due fratelli e arma la mano del maschio per l’esecuzione. È un movimento trascinante e inesorabile di massa quello delle donne, nel nero segnato di rosso del costumi greco-kosovari, condotto da Maria Grazia Mandruzzato con gli assoli di Francesca Breschi e Claudia Grimaz e uno slancio che lascia senza respiro, Introversa e forte è Elettra di Alessandra Antinori nel suo duetto di sangue col fratello ritrovato, un barbuto Ferdinando Bruni, che qui si ricollega asciugandola alla passione ormai quinquennale del suo Amleto, nel viaggio verso le tenebre dove lo aspettano allucinate furie.
Franco Quadri, la Repubblica
Spettacolo di regia, costruito nella ricerca di una ritualità barbarica, nella tensione emotiva di una parola che crea il suo spazio, di una concentrazione carica di tensione che si concretizza in una gestualità molto forte, le Coefore rende il tragico di un’umanità quasi ineluttabilmente condannata alla violenza. Ci racconta un ieri mitico, ma la nostra mente non può fare a meno di andare a un presente carico di incognite e di violenza, di interrogarsi sul senso della nostra esistenza.
Maria Grazia Gregori, l’Unità