I Turcs tal Friùl – Milano
| Ottobre 9, 1995 | |
| Milano |
Da lunedì 9 a domenica 15 ottobre 1995
Teatro dell’Elfo – Milano
Biennale Teatro 1995
I TURCS TAL FRIUL
di Pier Paolo Pasolini
regia di Elio De Capitani
musica di Giovanna Marini
scene e costumi di Carlo Sala
assistente musicale e direttrice del coro Francesca Breschi
luci di Nando Frigerio
suono di Hubert Westkemper
con la partecipazione straordinaria di Lucilla Morlacchi nel ruolo di Lussia Colús.
Personaggi e Interpreti
Il Predi Giovanni Visintin
Pauli Colùs Fabiano Fantini
Meni Colùs Renato Rinaldi
Matia de Montic Francesco Ursella
Zuan Colùs Angelo Battel
Zuan Gambilin Aldo Baracchini
Bastian de Jacús Claudio Moretti
Anuta Perlina: Claudia Grimaz (corifea), Sandra Ccsatto, Ada De Logu, Rita Maffei, Chiara Minca, Elena Malinari, Claudia Mortali, Tania Pividori, Daniela Zorzil.
S’ciefin Cuarnùs Massimo Somaglino
Cenci Verulin Massimo Furiano
Nisiuti Manuel Buttus
Asiùt Gigi Del Ponte
Pieri Renùt Giorgio Monte
Nalo lovachín Stefano Rota
Paisans: Monica Aguzzi, Franca Baracchini, Marco Brollo, Antonio Cantarsati, Giancarlo Celant, Federico Corubolo, Alessandro Gasparini, Andrea Orel, Maurizio Persello, Alessandro Quarta (solista), Xavier Rebút (solista), Elvio
Scruzzi, Enzo Tonini
Salutato come spettacolo evento della Biennale Teatro 1995, questo testo di Pasolini, scritto nel friulano materno intorno al ’44, era stato sino ad oggi dimenticato. Tragedia classica e sacra rappresentazione si intrecciano nella vicenda dei fratelli Meni e Pauli Colus e dell’intera comunità di Casarsa, divisa nella scelta etica di fronte alla morte minacciata dai Turchi, che rifletteva allora la storia dell’occupazione tedesca come oggi quella di altre più vicine guerre. La regia di De Capitani, il respiro liturgico e ancestrale dei canti di Giovanna Marini, la statura tragica di Lucilla Morlacchi nel ruolo della madre e la dimensione corale rappresentata dai paisans hanno fatto dello spettacolo un’avventura umana emozionante e irripetibile.
RASSEGNA STAMPA
…la Madre palpitante e severa di una grande Lucilla Morlacchi ci parla attraverso l’emozione, al di là del suo atteggiarsi pittorico fitto di gesti che non si dimenticano. Dall’altra parte, il Parroco paterno di Giovanni Visentin assume i tratti del Nazareno nella sua intensa personalizzazione, accanto alle forti immagini conferite con sensibilità ai due fratelli da Fabiano Fantini e Renato Rinaldi. Una vera rivelazione per la delicatezza figurativa e le capacità vocali è la corifea Claudia Grimaz.
Franco Quadri, la Repubblica
Lucilla Morlacchi, Lussia da Golgota, sa interpretare Pasolini con la stessa intensità con cui recitava il suo Testori; e i lunghissimi applausi che hanno salutato il migliore spettacolo, a mio avviso, della Biennale Teatro, sono andati a tutti gli attori: il Rinaldi, impetuoso Meni; il Fantini, fervido Pauli; il Visentin, parroco appassionato; la Grimaz, corifea dalla voce di cristallo, e i non professionisti reclutati nel Friuli, efficaci per spontaneità.
Ugo Ronfani, Il Giorno